La rosa dei finalisti
Selezionate con cura dai nostri redattori in base ai profili delle caratteristiche delle razze — i punteggi sono su una scala da 1 a 5.

1. British Shorthair
5/5Occhi rotondi, guance rotonde e una ferma politica di quattro zampe a terra quando si tratta di essere preso in braccio.

2. Russian Blue
5/5Silenzioso, vellutato e prudente: un gatto che si guadagna la strada verso di te, invece di saltarti tra le braccia.

3. American Shorthair
4/5Il gatto da lavoro che è rimasto un gatto da lavoro, e poi si è fatto fare il ritratto.

4. Chartreux
4/5Un gatto blu pesante su zampe fini, con occhi di rame e quasi niente da dire.

5. Bombay
4/5Una pantera da salotto, costruita apposta: nera fino alla radice, occhi di rame e sempre in grembo.
Le nostre scelte, una per una
1. British Shorthair
Il punto di riferimento. Una spazzolata a settimana, pasti pesati e un tiragraffi coprono l'intero piano di cura del British Shorthair, e il suo carattere chiede ancora meno: si intrattiene da solo, tollera la solitudine e non ha un dramma in corpo.
2. Russian Blue
Pelo corto, muta minima, nessun test di salute specifico da rincorrere, una vita che arriva a 15 – 20 anni: il Blu di Russia è quanto di più facile offra un gatto di razza — a patto di rispettare la sua unica richiesta, una casa calma e stabile.
3. American Shorthair
Nato da gatti da lavoro, l'American Shorthair conserva quella tempra: un mantello facile, una salute solida e un carattere che si adatta a qualunque settimana. Una spazzolata ogni sette giorni, il controllo annuale dal veterinario, e il gioco è fatto.
4. Chartreux
Il silenzioso gatto blu di Francia usa pochissimo la voce e non spreca mai energie. Il mantello lanoso vuole una pettinata a settimana, qualcuna in più durante la muta di primavera, e il gatto in sé non chiede molto altro che la tua compagnia, a una distanza civile.
5. Bombay
Il mantello del Bombay, lucido come vernice, è quanto di più vicino alla toelettatura zero esista tra i gatti: una passata di mano a settimana o una lucidata con un panno di camoscio mantengono il lustro. Qui "a bassa manutenzione" riguarda il pelo, non la compagnia: è un cercatore di calore che ti vuole intorno.
"A bassa manutenzione" non significa mai "senza manutenzione"
Un gatto di facile gestione di solito ha il pelo corto che richiede solo una spazzolata ogni tanto, un carattere indipendente ma sereno e una costituzione robusta, senza quei problemi legati alla razza che comportano frequenti visite dal veterinario. Evita i peli lunghi e folti che si aggrovigliano e le razze dal muso piatto, soggette a problemi agli occhi e alla respirazione. Anche il gatto più facile da gestire ha comunque bisogno di cibo e acqua fresca ogni giorno, una lettiera pulita, giochi e compagnia, oltre a controlli sanitari regolari.
Domande frequenti
Esiste un gatto davvero a zero manutenzione?
No. Ogni gatto ha bisogno ogni giorno di cibo fresco e acqua, di una lettiera pulita, di gioco e compagnia, più un controllo dal veterinario all'anno. In questa lista "a bassa manutenzione" significa toelettatura minima, salute solida e un carattere che non va gestito — non un pet da ignorare.
Quali gatti possono restare soli durante una giornata di lavoro?
Le razze di questa lista reggono una normale giornata di lavoro, il British Shorthair e l'American Shorthair meglio di tutte. Nessun gatto vive bene assenze abituali di 12 ore; a quel punto una coppia già affiatata — o un altro tipo di pet — è la risposta onesta.
I gatti a pelo corto sono sempre meno impegnativi?
In genere sì, ma non è automatico. Alcuni gatti a pelo corto — il Bengal, l'Abissino — sono impegnativi sul piano dell'energia invece che della toelettatura. La combinazione davvero comoda è un pelo corto e fitto più un carattere placido: esattamente quello che questa lista seleziona.